Salve gente!
Se vi dico che in una quindicina di giorni ho visto un film ben 10 volte, che pensate? Che sono matta?
Credo di aver trovato il mio film e vorrei consigliarvelo. Si tratta di una clay animation per la precisione( per chi non lo sapesse, la clay animation è l’animazione fatta usando personaggi di plastilina). Viene dall’Australia ed il titolo è Mary and Max, realizzata da Adam Elliot. Purtroppo o per fortuna, non lo troverete in italiano bensì con i sottotitoli.
Preparate i fazzoletti, ve lo dice una che non ha mai pianto per cose del genere: non volevo farlo nemmeno questa volta, ho ricacciato indietro quella lacrimuccia fino alla fine ma poi non ce l’ho fatta. Vi imbatterete in una storia unica per trama, personaggi, sentimenti, ambientazione e musiche.
La trama è insolita ma è il modo in cui viene raccontata che fa la differenza. C’è una leggerezza nell' affrontare situazioni della vita, difficili e dolorose, che fa guardare la pellicola col cuore limpido, non saprei che altro aggettivo usare.
La storia inizia nel 1976 e si svolge in parte a Mount Waverley (Australia) e in parte a New York. Australiana è una bambina, Mary Daisy Dinkle, timida, impacciata, bruttina, sola. Trascorre la sua esistenza nella sua cameretta a guardare la vita scorrere dalla finestra, con la compagnia di un gallo scampato al macello, i Noblet (cartoni animati) e barattoli di latte condensato zuccherato. A New York vive un uomo, Max Horowitz, obeso, appassionato ( meglio dire dipendente) di cioccolata e sostenitore dell’organizzata vita dei Noblet. Anch’egli è solo, causa la sua incapacità di vivere una vita normale ( nel corso della storia ne scoprirete i motivi).
Mary è convinta che in Australia i bambini vengano trovati dai papà nei fondi dei boccali di birra ma vuole sapere se in America, dove tutti bevono Coca Cola, i bambini possono uscire dallo stretto buco di una lattina.
Scegliendo un indirizzo postale a caso, chiederà proprio a Max dove vengono trovati i bambini americani. La domanda reale che Mary ha dentro di se, la sua speranza, è quella di trovare finalmente un amico. Inizia la corrispondenza epistolare tra i due, tra due persone fondamentalmente buone, semplici, tanto sincere da non esser considerate normali. Una persona normale potrebbe uccidere mentre Max viene considerato troppo stupido per farlo... Mary e Max sono persone la cui vita, oggettivamente, viene segnata costantemente da delusioni, difficoltà e sofferenze che una persona “normale” non riuscirebbe a reggere. Mary e Max ci provano, nonostante i loro difetti.
“ Dio ci ha dato i parenti, grazie a Dio possiamo scegliere i nostri amici”.
P.S. Vi ho parlato solo dei primi 12 minuti, non vi ho svelato nulla, guardatelo con tranquillità!
A presto,
sempre io,
CaRaffa.